Quelle di editor e autore sono due attività quasi agli antipodi, per cui in molti sostengono che chi fa l’editor non possa essere un autore e viceversa. Ma se guardiamo ad alcune delle più influenti figure di editor e redattori del ’900 (Pavese, Calvino, Grazia Cherchi ecc.) ci rendiamo conto come fossero conosciuti prima come autori che come redattori.
Chi l’ha detto, infatti, che queste figure non possano coesistere? La prescrizione di separare le due attività nasce dal fatto che a ogni autore è necessario un editor, anche nel caso l’autore stesso sia un editor di professione. Cosa che condivido in pieno. Ma questo non vuol dire che un editor non possa scrivere un suo romanzo.
Per fortuna, negli ultimi anni la figura dell’autore/editor è diventata molto frequente, tra cui rientra anche il sottoscritto. Ma cosa vuol dire, per me personalmente, affrontare queste due attività?
Prima l’uovo o prima la gallina?

Come mi capita spesso di dire, la mia decisione di intraprendere un percorso professionale come editor di narrativa storica è nata dal desiderio di scrivere. Senza quest’ultimo, probabilmente non avrei mai intrapreso questo mestiere, quindi la scrittura è l’attività che considero principale e fonte di tutte le mie altre occupazioni.
Tuttavia, le attività di editor e autore si influenzano a vicenda in una molteplicità di situazioni. Questo crea un circolo virtuoso che, a cascata, migliora sia la mia attività di scrittura, sia la mia attività di editing. Andiamo a vedere più nel dettaglio come!
Come scrivere mi rende un editor migliore

Scrivere un romanzo, si sa, non è un’impresa semplice. Come ho spiegato nel mio primo articolo, sono tante le difficoltà che si incontrano lungo il cammino, e molte di esse finiscono per essere insormontabili per la maggior parte delle persone.
Avere esperienza pratica di queste difficoltà vuol dire riuscire a immedesimarsi meglio nelle problematiche dei propri clienti, così da aiutarli in maniera più efficace. Non è un passaggio obbligatorio, ed esistono molti ottimi editor che non hanno mai scritto – né intendono farlo – una pagina in vita loro. Ma, personalmente parlando, sarei molto meno efficace nel mio lavoro se non fossi al contempo editor e autore e non sapessi esattamente quanto sia difficile arrivare a scrivere la parola “fine” di un libro.
Come essere editor mi rende uno scrittore migliore

D’altro canto, per intraprendere un percorso di editor professionista ci sono tutta una serie di materie da studiare e di competenze da sviluppare. Quest’ultime non sono solo necessarie per il mestiere di editor in sé, ma si rivelano estremamente utili anche per la sola attività di scrittura.
Certo, queste stesse materie (narratologia, analisi del mercato editoriale ecc.) è possibile studiarle anche se non si ha intenzione di diventare editor professionisti. Ma avere dei clienti è uno stimolo costante ad aggiornarsi sempre di più per poter offrire competenze al massimo della loro efficacia. Inoltre, poter lavorare su un certo numero di testi permette di fare un’esperienza pratica – utilissima da riversare nella propria scrittura – che scrivendo solamente non si potrebbe fare.
Tutto rose e fiori?

Ma qui sorge una domanda scomoda: pur armonizzandosi così bene, queste due attività riescono a coesistere in maniera del tutto automatica? Nì.
Non è detto che tutti riescano a unire l’attività di editor e autore in maniera ottimale. Questo accade, per esempio, nei casi di “dispersione dei generi”. Ovvero, quando l’editor e autore in questione si occupa di scrivere e revisionare testi di tutti i generi.
La specializzazione non è obbligatoria ed esistono tantissimi bravi editor che revisionano un po’ di tutto, dai libri per bambini agli horror, passando per saggistica e tesi di laurea. Tuttavia, scrivere o editare un testo di un genere specifico presuppone la conoscenza di tutta una serie di caratteristiche di quel genere. Avendo noi uno spazio ben definito di nuove conoscenze e competenze che possiamo accumulare, più si aumentano gli argomenti diversi su cui dobbiamo documentarci, più la conoscenza di questi argomenti sarà superficiale.
Il filo rosso della narrativa storica

Come ho risolto questo problema? Avendo deciso, ormai diversi anni fa, di dedicarmi come autore esclusivamente al genere della narrativa storica, è stato naturale specializzarmi in questo genere letterario anche come editor.
Frequentare un unico genere letterario come editor e autore mi permette di concentrare le energie e di avere una conoscenza sempre più profonda delle caratteristiche di questo genere e dei meccanismi che lo regolano.
Non solo verticalità

Questo vuol dire autolimitarsi e rinchiudersi in un’unica bolla sociale? In parte sì ed è inevitabile. Tuttavia, la narrativa storica rientra in quei generi che definisco “di ambientazione” (come la fantascienza e, in parte, il fantasy), in cui sono presenti tantissime diramazioni diverse: thriller storico, romance storico, fantasy storico, ucronia ecc.
Per cui la limitazione è solo apparente e, all’interno di una verticalità che sicuramente esiste, è presente anche una grande orizzontalità che mi permette di spaziare tra storie molto diverse tra loro. Cosa che non smette mai di entusiasmarmi e di rendermi sempre più appassionato a questo mestiere.
Conclusione
Far coesistere la dimensione di editor e autore non è facile e richiede molto impegno, ma è qualcosa a cui ormai non rinuncerei mai. I benefici che ne ottengo mi rendono molto soddisfatto della mia attività e, cosa ben più importante, rendono sempre più soddisfatti i clienti che decidono di rivolgersi a me.
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