Figlia di Re. Un matrimonio per l’Italia è un romanzo storico di Patrizia Debicke van der Noot, pubblicato da Ali Ribelli Edizioni nel 2024 e incentrato sulla figura di Maria Clotilde di Savoia. Primogenita di Vittorio Emanuele II, finirà per sposare il principe Napoleon – cugino dell’imperatore di Francia Napoleone III – sullo sfondo di avvenimenti storici cruciali per il Risorgimento italiano.

Queste nozze, infatti, furono parte degli accordi tra l’impero Francese e lo stato sabaudo che portarono poi alla Seconda guerra d’indipendenza contro l’impero austriaco. Suo malgrado, quindi, Clotilde di Savoia si ritrovò invischiata in un gioco politico in cui, però, emersero tutte le sue qualità umane e morali.
Gli opposti si attraggono
Clotilde di Savoia e il principe Napoleon vengono fin da subito delineati come personaggi antitetici. Riservata e fervidamente religiosa lei, libertino e spregiudicato lui, la loro sembrerebbe una classica unione motivata da fini politici. Infatti, l’idea di questo matrimonio nasce dal conte di Cavour, che la pone come una condizione molto vantaggiosa affinché gli accordi politici tra Francia e Piemonte possano andare a buon fine.

Motivo per cui, in un primo tempo, Clotilde è restia all’idea di sposarsi con un uomo molto più grande di lei e che era noto frequentare svariate amanti. Tuttavia, la primogenita di Casa Savoia non venne mai obbligata in tal senso e, anzi, fu infine sua la scelta di acconsentire al progetto.
Un matrimonio forzato…
Per questo, l’idea tradizionale che Clotilde funse da “vittima sacrificale” per gli interessi politici di Casa Savoia non regge molto. Come rimarcherà lei stessa in diverse lettere riportate nel romanzo, la scelta di sposare Napoleon sarà infine solo e soltanto sua, come parte del suo dovere di principessa. Un tipo di mentalità forse distante dalla nostra e che appartiene a un mondo e un contesto sociale ormai del tutto scomparso, ma che nel testo viene riprodotta molto bene.

Semmai, la visione di un matrimonio forzato e del tutto infelice è stata favorita da chi, all’interno dello stato sabaudo, non favoriva troppo l’alleanza con la Francia. Trovando, nel difendere la principessa, nient’altro che un pretesto per difendere i propri interessi.
…e una convivenza piacevole
Il romanzo, invece, mostra una visione diversa di questo rapporto. Clotilde si dimostra fin da subito incuriosita da quest’uomo più grande di lei, che ha già una grande esperienza del mondo e di cui lei conosce le avventure sentimentali. Pur accettando l’idea di favorire i disegni politici del padre, Clotilde cercherà sempre di fare le sue scelte, dettate dalla sua volontà e dai suoi sentimenti. Anche nel rimanere accanto a un uomo che, evidentemente, non la ama poi così tanto.

D’altro canto, Napoleon ammirerà sempre la sua sposa e non mancheranno anche molti momenti di affetto e di intimità. Certo, non riuscirà mai a esserle fedele del tutto, ma Clotilde si farà apprezzare per il suo valore e la sua moralità, anche in situazioni in cui la sua forza d’animo verrà messa a dura prova.
Il contesto storico
Il romanzo si concentra molto sul rapporto matrimoniale tra Clotilda e Napoleon, mostrando la loro vita quotidiana, le loro affinità e i contrasti che vivranno. Tuttavia, non mancherà mai l’approfondimento del contesto storico. Gran parte delle vicende del romanzo, infatti, si svilupperanno prima, durante e dopo la Seconda guerra d’indipendenza. Attraverseranno poi l’unità d’Italia con la spedizione dei Mille di Garibaldi, per poi passare allo scenario americano della Guerra di secessione.

Pregio del romanzo è mostrare proprio come gli eventi storici influiscono sulla vita dei protagonisti, che dovranno reagire agli avvenimenti che accadono loro intorno. Napoleon, di idee liberali, avrà sempre a cuore la causa dell’unità italiana e sarà molto interessato alle vicende americane. Così come Clotilde, sempre molto legata alla corte piemontese, a suo padre e a tutti i familiari, ma non rinuncerà mai a conoscere persone nuove e voler fare nuove esperienze.
Considerazioni stilistiche
Il romanzo è molto scorrevole, con frasi che si snodano agilmente in grado di descrivere le ambientazioni, i pensieri e le sensazioni dei personaggi. Si sente comunque l’esigenza, nonostante ciò, di una maggiore cura stilistica a livello sintattico, visto che ogni tanto compaiono delle incertezze al riguardo. Anche la revisione poteva forse essere un po’ più curata vista la presenza di alcuni refusi.
Tuttavia, dal romanzo emerge bene, in tutte le sue sfaccettature, la figura protagonista in assoluto: Maria Clotilde di Savoia. Un personaggio di cui forse non si parla troppo, quando si parla di Risorgimento, ma che a mio avviso dovrebbe essere decisamente rivalutata. E questo romanzo, mettendo in luce aspetti solitamente lasciati in ombra, è un buon aiuto in tal senso.

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