Come un fiore che nasce in trincea: un grande amore nella Grande Guerra

da | 30-07-25 | Recensioni

Come un fiore che nasce in trincea è il romanzo d’esordio di Monica Magli, autrice appassionata del periodo della Grande Guerra e che sul suo profilo Instagram @writtenonpages_ condivide questa sua passione insieme a tutte le sue ricerche.

Il suo è un romanzo che affronta la Grande Guerra di petto. Ci porta direttamente sul fronte, nelle trincee e negli ospedali da campo, descrivendo gli ultimi due anni della guerra che comprendono gli eventi più catastrofici ma anche più risolutivi del conflitto, fino alla vittoria finale. E lo fa calandoci nella vita dei due protagonisti: Elisabetta Schёrer, ragazza di origini austriache (più nello specifico ladine, come mostra la grafia particolare del suo cognome) ma cresciuta a Roma, e Norberto Ciotti, contadino di Macerata che desidera solo tornare a casa.

Essere austriaci in Italia

Cartolina propagandistica della Prima Guerra Mondiale, che raffigura le caricature delle potenze europee che vogliono attirare a sé l'Italia.

Uno dei temi centrali di Come un fiore che nasce in trincea è proprio quello della nazionalità. Elisabetta, come già accennato, è cresciuta in Italia e parla correttamente in italiano, eppure il suo cognome porta con sé un grande peso. La sua origine austriaca da parte di padre, infatti, sarà uno stigma che la perseguiterà per tutta la durata del conflitto. Dovrà sempre fare i conti con la paura, con il pregiudizio e con l’accusa di essere una spia, anche quando farà di tutto per salvare e curare i soldati italiani feriti o moribondi.

Anzi, forse è proprio questa sua origine austriaca a spingerla – anche inconsciamente – a impegnarsi quanto più possibile per la Patria. Come se avesse una colpa da espiare. E la riflessione su quanto l’integrazione e l’accoglienza siano difficili, specialmente in situazioni di crisi, è sempre molto attuale.

Il contesto storico

Cartolina della Prima guerra mondiale che raffigura tre bersaglieri in bicicletta.

Come un fiore che nasce in trincea è un romanzo molto concentrato sui personaggi, sulla vicenda tormentata tra Elisabetta e Norberto, ma ciò non toglie che ci sia una straordinaria attenzione alla ricostruzione del contesto storico. Anzi, quest’ultima è probabilmente il pregio principale di tutto il romanzo.

Viene ricostruita con straordinaria attenzione, infatti, la vita al fronte sotto una duplice prospettiva: quella del soldato, vista attraverso il punto di vista di Norberto, e quella delle infermiere, vista invece dal punto di vista di Elisabetta. Ci saranno anche degli intermezzi ambientati in luoghi diversi dal fronte, come il prologo a Roma, alcune scene a Macerata e in vari borghi delle retrovie. Ma le trincee e i campi di battaglia rimarranno sempre i protagonisti.

“Essere al fronte dall’inizio della guerra ed essere ancora vivo per i superiori era motivo di poco impegno e negligenza nei compiti.”

La vita in trincea

Foto di alpini in una trincea innevata di alta montagna.

Norberto è un contadino catapultato nell’inferno della trincea, che vorrebbe solo tornarsene a casa dai suoi genitori, ma che suo malgrado è costretto a combattere. La sua vita è fatta di privazioni, fatica e costante contatto con la morte: sia dei suoi commilitoni, sia dei nemici.

Solo quando Norberto andrà vicino alla morte, ferito durante un combattimento, gli si apriranno le porte di un mondo a lui sconosciuto. Ciò avverrà con l’incontro con Elisabetta in un ospedale militare, che lo aiuterà nella riabilitazione e nel farlo tornare a camminare.

“Ho bisogno di avere tue notizie al più presto, sapere che stai bene, che sei salva. Scrivimi appena puoi. Non farmi stare in pensiero. Ho bisogno di stringerti in un abbraccio.”

Elisabetta è una persona fredda e scostante, che si prende molta cura dei feriti ma con cui rimane sempre a distanza. Eppure, Norberto percepirà qualcosa di speciale in lei, e tra loro si inizierà a instaurare un legame che, pagina dopo pagina, diventerà sempre più stretto.

“Non so cosa succederà, non so se finiremo la guerra, ma vivere questi mesi pensando che ci sei tu ad aspettarmi da qualche parte mi fa sentire finalmente una persona tornata a vivere dopo tanti anni.”

La vita in ospedale

Cartolina della Prima guerra mondiale raffigurante la stanza di un ospedale con dei feriti e delle infermiere che li curano.

Se la vita in trincea non è facile, quella negli ospedali militari non è da meno. Anche Elisabetta è in costante contatto con la morte. Sebbene lei riesca a salvare molti dei soldati che gli capitano sotto mano, guarirli tutti è impossibile, e ogni ragazzo che muore è per lei un dolore straziante. Una messa in discussione della sua capacità di salvare vite.

Tutto questo, insieme alle difficoltà legate al suo cognome, rendono la sua vita estremamente complicata. Insieme al rapporto con Vittorio, ex fidanzato che Elisabetta ha rifiutato per partire al fronte, che si rivelerà malvagio e dispotico. Per questo motivo, quando si renderà conto che con Norberto c’è una sintonia speciale, la sua vita acquista di nuovo senso e le difficoltà diventano più sopportabili, se finalizzate a rivedere “il suo fante”.

“Si inumidì le labbra e sentì di nuovo il sapore di vino su di esse. Vino e tabacco, odore che da quel momento avrebbe sempre associato a Norberto.”

Un romanzo perfetto?

Come un fiore che nasce in trincea, pur essendo un romanzo valido, non è tuttavia un romanzo perfetto. Cosa del tutto naturale, essendo un’opera prima. Ci sono infatti almeno un paio di aspetti che avrebbero potuto essere, a mio avviso, gestiti un po’ meglio: l’efficacia stilistica e la lunghezza dei capitoli.

Per quanto riguarda il primo, a volte la sintassi non è gestita nel migliore dei modi e ci sono un po’ di ripetizioni e “cliché linguistici” che fanno perdere di incisività alla prosa. Anche la focalizzazione, in certi passaggi, è un po’ ballerina, soprattutto nelle scene in cui sono presenti sia Norberto, sia Elisabetta. 

I capitoli, invece, tendono a essere molto lunghi e a contenere più nuclei di conflitto al loro interno. Cosa che avrebbe potuto favorire una maggiore suddivisione interna, facendo guadagnare maggiore ritmo alla prosa, che a volte si perde in passaggi un po’ superflui.

Conclusione

Cartolina della Prima guerra mondiale che raffigura soldati sugli sci in alta montagna.

Tuttavia, questi ultimi appunti non intaccano la validità di Come un fiore che nasce in trincea, che per gli appassionati della Grande Guerra rimane una lettura caldamente consigliata. Sia per il modo dettagliato in cui è ricostruito il contesto storico, sia per la storia d’amore che vi viene raccontata. Un intreccio sentimentale che, lungi dallo scadere negli artifici dell’ormai popolarissimo romance, richiama invece opere più “classiche”, come per esempio Una questione privata di Beppe Fenoglio.

“Erano in silenzio, non era quello il momento delle parole e dei progetti; quello era solo il momento per stare zitti e assaporare la pace.”

Se questa recensione ti ha destato curiosità, trovi il romanzo qui. E non perderti le prossime recensione di Penna e calamaio, il mio blog dedicato ai romanzi storici!

2 Commenti

  1. Federica

    Questo articolo aggiunge valore all’opera di Monica Magli. Ho apprezzato le critiche costruttive e gli approfondimenti storici.

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    • Lorenzo

      Ti ringrazio, si tratta di un romanzo che esprime una grande passione per l’argomento trattato!

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